Metodi di bonifica

I metodi di bonifica che possono essere applicati ai materiali di cemento amianto, in particolare quelli in matrice compatta, utilizzati per le coperture sono:

  • la RIMOZIONE
  • l’INCAPSULAMENTO
  • il CONFINAMENTO (quest’ultimo, nel caso delle coperture, viene chiamato SOPRACOPERTURA)

LA RIMOZIONE

La rimozione consiste nello smantellamento, previa trattamento con incapsulante, delle lastre della copertura e la loro sostituzione con altri materiali. Tale metodo è il più oneroso tra tutti i tre perché comporta la produzione di notevoli quantità di rifiuti e l’installazione di un nuovo manto di copertura.

Ha il vantaggio di eliminare di tutto l’amianto ed i problemi connessi ad esso (come per esempio la necessità di attuare un programma di controllo e manutenzione dei materiali in C.A. in sede). (Vedi dettagli al sotto, al capitolo PROCEDURE)

L’INCAPSULAMENTO

E’ un’ottima soluzione, alternativa alla rimozione. Consiste nel trattare la superficie delle lastre con prodotti impregnanti o ricoprenti. I primi penetrano nei materiali legando tra loro fibre e matrice cementizia mentre i secondi formano una spessa membrana sulla superficie del manufatto.

Lo svantaggio più significativo di questo metodo è rappresentato dal permanere nell’edificio del materiale contaminato originario e dalla conseguente necessità di adottare e mantenere un piano ed un programma di controllo e manutenzione unitamente alla verifica periodica della efficacia dell’incapsulamento operato. Va altresì ricordato che il trattamento ha un’efficacia ritentiva limitata nel tempo. L’incapsulamento ha peraltro il vantaggio di non dar luogo alla produzione di rifiuti pericolosi.

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  Il trattamento incapsulante non ha alcuna capacità di ripristinare le condizioni strutturali e funzionali del manufatto in amianto. E, infatti, l’incapsulamento è possibile solamente quando i MCA (Materiali Contenenti Amianto) non sono deteriorati o danneggiati dall’acqua, sono ben attaccati alla superficie sottostante ed hanno uno spessore inferiore a 3,8 cm.

La scelta del tipo di prodotto incapsulante dipende dalle caratteristiche del rivestimento da trattare ed è consigliabile procedere ad un test di adesione del prodotto su porzioni significative del materiale da trattare. Per l’applicazione vanno utilizzate apparecchiature a spruzzo in assenza d’aria (airless) al fine di ridurre la liberazione di fibre dovuta all’impatto del prodotto sulla superficie. Va prevista la preventiva pulizia ad umido di polveri e muschi.

Questo pretrattamento della superficie può generare anche una certa emissione di fibre, dovuta all’uso di attrezzature per getti in pressione. Da qui la necessità di ricorrere ad attrezzature particolari che evitano il rilascio di fibre garantendo inoltre il recupero e la filtrazione delle acque di lavaggio.

Sistemi di rinforzo sono prevedibili e da prevedersi per superfici degradate, superfici con molti giunti o per una maggiore resistenza su zone soggette ad urto.

I vantaggi dell’incapsulamento consistono nell’impiego di prodotti che fissano le fibre senza disturbare il materiale in CA ed inoltre il metodo e veloce, semplice e relativamente poco costoso anche perché non comporta produzione di rifiuti tossici.

 

LA SOPRACOPERTURA

E’ l’equivalente di un intervento di confinamento e consiste nell’installazione di una nuova copertura al di sopra di quella preesistente, in amianto-cemento, che rimane in sede. Anche in questo caso i materiali di amianto rimangono in sede e deve essere quindi adottato e mantenuto un piano di controllo e manutenzione.

Ovviamente, l’intervento non da luogo alla produzione di rifiuti pericolosi.

A differenza dell’incapsulamento, la sopracopertura realizza un nuovo tetto con caratteristiche del tutto indipendenti, e quindi consente di ripristinare le condizioni strutturali e funzionali della copertura in cemento amianto.

 

Prima di realizzare la sopracopertura, è necessario che venga verificato se la struttura portante del tetto sia idonea a sopportare un sopracarico permanente aggiuntivo rappresentato appunto della nuova copertura. Innanzitutto si deve provvedere al trattamento delle lastre con prodotto incapsulante e alla bonifica delle gronde.

Per realizzare una sopracopertura è consigliato l’uso di materiali con caratteristiche di leggerezza, infrangibilità, insonorizzazione, elevata durata nel tempo e dilatazione termica compatibile con il supporto in cemento-amianto.

Tra le tipologie di materiali da sopracopertura in uso, più frequentemente usati troviamo il lamierino e i pannelli sagomati. Il primo è costituito da lastre in alluminio che poggiano su listelli applicati alla copertura e fissati all’arcarecciatura sottostante affinché i carichi insistano sulla struttura portante. Questa deve per forza essere forata e rimane un’intercapedine tra lastra e lamiera. I pannelli invece hanno sagomatura che richiama il profilo delle lastre e il materiale di realizzazione può essere il polistirene espanso autoestinguente. Con questi si realizza una copertura a cappotto la cui adesione è garantita da mastice bituminoso grazie all’uso del quale non necessitano perforazioni. Sopra i pannelli si applica la membrana bituminosa di copertura.

La sopracopertura è un trattamento la cui efficacia ritentiva è limitata nel tempo.